CORSI E SEMINARI 2019
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Il laboratorio è patrocinato dalla Federazione Italiana Teatroterapia
Ottobre 2011 - Maggio 2012
Insegnante: Michela Embriaco 

La maschera che vela il volto di chi la indossa svela al contempo una possibilità in lui latenteL’attore si conosce attraverso l’incontro con i personaggi.

Il laboratorio propone un percorso nel quale si entra in contatto con alcune delle proprie maschere, dei propri personaggi. Questo incontro avviene attraverso strumenti creativi come l'improvvisazione vocale-corporea, come la pittura, l'argilla, la costruzione di maschere e personaggi, il racconto e la scrittura creativa. La finalità è imparare alcuni fondamenti del linguaggio teatrale, migliorare il rapporto con la parte più libera e creativa di ciascuno di noi, per acquisire una maggior consapevolezza di sé.



 

Contenuti

La maschera
Durante il percorso affronteremo i temi della maschera istituzionale e della maschera primitiva.
La maschera istituzionale, è intesa nel linguaggio quotidiano, come strumento di difesa e di fuga, a cui viene associata la metafora dell'inganno e l'imbroglio “togliti la maschera!”. Scopriremo come la maschera può essere al contrario anche strumento che rivela parti di noi che normalmente rimangono celate attraverso il tema della maschera primitiva. La maschera che vela il volto di chi la indossa svela al contempo una possibilità in lui latente.
 
Il personaggio
In ambito formativo interpretare diversi personaggi ci permette di sperimentare aspetti di noi, non consueti, che possono essere espressi in un contesto di gioco aprendoci possibilità inaspettate. Ad esempio una persona non aggressiva può interpretare un personaggio aggressivo, una persona che parla a voce molto bassa può sperimentarsi in personaggi che la portano a usare la voce con volumi diversi da quelli abituali. 
Il lavoro di interpretazione del personaggio è uno dei temi centrali del lavoro dell’attore, un bravo attore deve costruire un rapporto equilibrato con il personaggio, che sta sul filo sottile tra il controllo e il lasciarsi andare. Come punto di partenza deve fare un grande lavoro su di sé, deve conoscere il proprio mondo espressivo, immaginativo e comunicativo. Come scrisse Antonin Artaud l’attore è un “atleta del cuore”, che deve essere lucido e spietato nella conoscenza del proprio strumento espressivo. Ma è anche grazie alla relazione che instaura con i diversi personaggi che incontra nel suo cammino che egli si conosce.

Il percorso

Il laboratorio si sviluppa attraverso un percorso in tre fasi, pre-espressiva, espressiva e post-espressiva, in cui i partecipanti saranno guidati verso la creazione di uno spettacolo a partire dalle maschere e dai personaggi inventati, che saranno integrati dalla proposta da parte dei conduttori di un testo teatrale o una fiaba che fungerà da canovaccio.

Fase N°1: PRE-ESPRESSIVA
Si lavorerà sulla fase pre-espressiva attraverso l'acquisizione di alcuni fondamenti del  linguaggio teatrale e i temi del processo teatroterapeutico, ovvero l'improvvisazione, l'armonia, la spontaneità, il gioco, la voce, il respiro, azione-reazione, il rito e la forma.
In questa fase si lavorerà sulle possibilità espressive del proprio corpo, sulla maschera neutra, sul rapporto con gli altri e su tutti quegli aspetti che bloccano il processo creativo e che liberano il partecipante dall'immagine di un sé irrigidito.
Il ritmo, il suono poetico delle parole, l'uso di materiali e colori e degli elementi naturali sono i canali che permettono il viaggio affascinante nel mondo dell'essere pre-espressivo.
Fase N°2: ESPRESSIVA
Il passaggio alla seconda fase espressiva avviene attraverso l'improvvisazione, in cui si produce quel materiale artistico che servirà al personaggio da rappresentare.
Il partecipante sarà condotto a trasformare la non-forma gestuale e sonora in una forma compiuta, carica di metafore, che solo successivamente troveranno un senso e un significato.
Si innesca un riscaldamento alla spontaneità, per cui il gruppo progredisce e spinge il singolo verso la crescita personale e artistica, riducendo il rischio di intellettualizzazione dei vissuti.
In questa fase si sperimenterà la propria maschera che potrà essere sia un atteggiamento, che un oggetto-maschera vero e proprio.
Si svilupperà la capacità di scegliere una "possibilità" scenica da interpretare.
Fase N°3: POST - ESPRESSIVA
Costruzione della maschera e del personaggio ed elaborazione del testo. Il partecipante si fa testimone di qualcosa che prima appariva oscuro. Si elaborerà un nuovo canovaccio che raccoglierà i momenti salienti del percorso e che sarà il frutto della fantasia del gruppo. La drammaturgia nasce da associazioni libere su azioni prodotte dal singolo protagonista e dall’acquisizione delle tecniche.

Argomenti

Improvvisazione
La spontaneità
L’armonia
La voce e il respiro
Azione e reazione
Il sentimento
La maschera (tra espressione e maschera neutra)
La forma
Il personaggio
Il rito
La percezione
Scrittura creativa
Analisi del testo e sottotesto
Messa in scena
Diario emotivo
 
 
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