Il progetto di teatroterapia svolto presso la Casa di riposo “Giovanelli” di Tesero è durato nove mesi, da aprile a dicembre 2012 e si è concluso con la messa in scena di “Wonderland. Alice nel paese delle meraviglie”, spettacolo presentato il 4 dicembre 2012 al teatro comunale di Tesero, difronte a 400 bambini dell’asilo, delle scuole elementari e medie.

Il percorso ha coinvolto ventidue persone tra i 70 e i 95 anni, che si sono misurate nel lavoro di gruppo, nel training corporeo e vocale, condividendo abilità, immaginazione e storia personale. 

Gli animatori e i fisioterapisti sono stati parte integrante intervenendo agli incontri settimanali e permettendo che il lavoro entrasse a far parte della quotidianità dei partecipanti.

Nei primi mesi ci siamo dedicati alla conoscenza reciproca attraverso la mediazione del linguaggio teatrale, del gioco e della sperimentazione di linguaggi creativi, come l'argilla e la pittura. 

Insieme abbiamo sperimentato l'attenzione, l'ascolto reciproco, la lentezza, la possibilità di muoversi e di incontrarsi, l'intensità di sentire il corpo e la voce.

In seguito abbiamo lavorato al testo teatrale e alla messa in scena. Il testo scelto è stato “Alice nel paese delle meraviglie”. Molte persone non conoscevano Alice e la sua storia e quando è stato proposto di guardare il cartone animato, per alcuni guardare un cartone animato è stata un’esperienza del tutto nuova.  

Siamo partiti dalla storia di Alice per costruire la messa in scena. Insieme abbiamo riscritto le scene, le intenzioni dei personaggi e le loro caratteristiche fisiche e psicologiche. A differenza dell’originale il  nucleo narrativo della storia si è rivelato la ricerca della felicità.  Anche la nostra Alice come quella di Carroll, incontra diversi personaggi che la orientano o disorientano nella sua ricerca di senso: i fiori parlanti, la poetessa, la regina di cuori, il brucaliffo. 

Il 4 dicembre 2012 il teatro di Tesero era pieno di bambini, si respirava un grande entusiasmo, gli attori hanno dato il massimo, stimolati anche dai piccoli spettatori che scandivano il tempo della messa in scena tra applausi e risate. Lo spettacolo si è rivelato ricco di emozione e leggerezza, mostrando la grande e inaspettata forza espressiva di chi ha voluto regalare qualcosa di sé.

Il percorso è stato raccontato dal fotografo Pierluigi Cattani Faggion, che da luglio a dicembre ha partecipato agli incontri. Una parte delle fotografie è stata proiettata alla fine dello spettacolo.

 

 

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