Destinatari: insegnanti, operatori, educatori.

Gruppo: 15 - 20 partecipanti

 

La finalità del percorso proposto è lavorare sulla dinamica di gruppo, favorire la coesione interna e la capacità di lavorare in equipe e apprendere competenze di base per la conduzione di attività teatrale.

 

La formazione supportata da tecniche teatrali fa sì che i partecipanti, lavorando con la mente, il corpo e le emozioni, acquistino maggiore consapevolezza di sé, del proprio ruolo e delle proprie capacità, e sviluppino la loro creatività, la capacità di comunicare e l’empatia. Il “fare teatrale” mette in gioco aumentando la sicurezza in se stessi e offre la possibilità di sperimentare aspetti diversi della propria personalità e di scoprire nuove potenzialità cambiando identità in scena. È un mezzo divertente e ironico che rompe la monotonia e sdrammatizza la realtà creando situazioni virtuali dove tutto può diventare possibile, dove la finzione può far emergere questioni altrimenti sommerse nel “non detto”, e dove i problemi possono essere affrontati anche da altri punti di vista con la possibilità dunque di trovare soluzioni alternative.

 

La sperimentazione pratica di tecniche provenienti dal teatro e dalla teatroterapia permette di interiorizzare e prendere consapevolezza diretta con gli strumenti che verranno poi proposti nel gruppo di lavoro. Filo conduttore del percorso è il lavoro sull’espressione corporea e vocale.

 

Si affrontano tecniche di improvvisazione teatrale, il lavoro sul personaggio e sulla drammaturgia:

 

  • le tecniche di improvvisazione aiutano nella gestione degli imprevisti, che in questo modo non sempre vengono percepiti solo come ostacoli da superare, ma possono trasformarsi in spunti per un cambiamento talvolta anche originale;
  • il lavoro sul personaggio consente di sperimentarsi in ruoli e modalità non consuete, che permettono di mettersi alla prova e possono favorire processi di cambiamento;
  • la drammaturgia nasce da associazioni libere su azioni prodotte dal singolo protagonista e dal gruppo, che diventa testimone di qualcosa che prima appariva oscuro.

 

L’improvvisazione permette di sviluppare l’intuitività, la spontaneità, la creatività, lo spirito di reazione; permette di superare le inibizioni; favorisce la predisposizione al gioco; l'accettazione del “ fiasco ”: un’improvvisazione è sempre giocata sul momento. E’ la risposta istantanea, una delle tante soluzioni possibili ad un “ impedimento ”, un “ ostacolo ” che arriva dall’esterno che va accolto ed elaborato positivamente; inoltre costringe ” la mente a concentrarsi sul presente (il qui e ora della richiesta da soddisfare).

Attraverso il lavoro di improvvisazione la non-forma gestuale e sonora si trasforma in una forma compiuta, carica di metafore, che solo successivamente troveranno un senso e un significato. Si innesca un riscaldamento alla spontaneità, per cui il gruppo progredisce e spinge il singolo verso la crescita personale e artistica, riducendo il rischio di intellettualizzazione dei vissuti e sviluppando la capacità di scegliere una “possibilità” scenica da interpretare.

L'incontro e il lavoro sul personaggio favorito nella fase precedente, permette di sperimentare aspetti di noi, non consueti, che possono essere espressi in un contesto di gioco aprendoci possibilità inaspettate. Ad esempio una persona non aggressiva può interpretare un personaggio aggressivo, una persona che parla a voce molto bassa può sperimentarsi in personaggi che la portano a usare la voce con volumi diversi da quelli abituali.

Nel lavoro sul personaggio la gestione delle emozioni è molto importante e riguarda la comprensione e costruzione del mondo emotivo del personaggio stesso; nel training dell’attore, molto spazio viene dato a esercizi di rilassamento, respirazione, concentrazione, visualizzazioni, che permettono di gestire l’ansia e l’emozione.  L’obiettivo è di poter mantenere un corpo dilatato, rilassato e concentrato sul proprio “ruolo”, in grado di controllare contemporaneamente più livelli, il proprio, la scena (quindi i propri compagni) e il pubblico, anche quando la tensione è alta.

La drammaturgia raccoglie i momenti salienti del percorso, è frutto della fantasia del gruppo. La scelta del testo è il mosaico dei sottotesti prodotti nel percorso; azioni, parole, suoni e movimenti che provengono dall’improvvisazione e dallo studio del personaggio vengono rielaborate in forma estetica andando a costituire la messa in scena finale. Fase conclusiva del processo dove si crea un’azione che presuppone il confronto con il pubblico.

Destinatari: 

Insegnanti, operatori, educatori

 

Percorso intensivo

DURATA: 1 giornata di 8 ore

 

Percorso medio

DURATA: 3 giornate di 6 ore

 

Percorso lungo

DURATA: 16 incontri di due ore ciascuno a cadenza settimanale, con giornata da definire per la durata totale di 4 mesi circa.

 

Setting

Palestra o sala di lavoro luminosa e spaziosa.

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