Non Parlare di Me. Monologo per una donna è un "teatro di iniziazione", che nasce da una ricerca storico-antropologica sul divino femminile e il potere creativo, ed è frutto di un lungo viaggio verso una conoscenza che si avvale dell'intuizione, e recupera elementi della sfera emotiva e magica, esclusi dalla cultura patriarcale.

La vicenda si snoda attraverso il confronto di tre generazioni: Eva, la madre, e la nonna materna. La protagonista Eva, alle soglie dei quarant'anni, è una donna fortemente in crisi con i ruoli fino a questo momento assunti. La madre significa per lei la trasmissione di modelli precostituiti, mentre la nonna rappresenta la voce interiore che la incoraggia a non rinnegare la propria identità.

Lo spettacolo porta in scena le tappe evolutive che la protagonista affronta nel suo cammino di crescita, attraverso il quale vince paure e resistenze ataviche, per accedere a un mondo dove i ricordi dell'infanzia si sovrappongono a quelli di un trascorso edenico, in cui la prima Eva, custode del divino femminile e del potere creativo, viene condannata al peccato e al silenzio. Eva dunque, deve risvegliare la propria coscienza: è questa la sua "redenzione".
Con questo spettacolo proponiamo la rappresentazione di un teatro dell'attore, dove gli assoluti protagonisti sono il corpo e la voce, in uno spazio essenziale che evidenzia la forza evocativa dell'interprete. 

Interpretato da Michela Embrìaco
Voce registrata di Graziella Zeni
Drammaturgia di Renata D'Amico
Musiche di Luca Cattani
Fotografie di Pierluigi Cattani Faggion
Regia di Raffaele Macrì

 

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